Cuore: Ferrara prima «città della prevenzione» al mondo

Parte a settembre nel comune romagnolo il progetto nazionale che coinvolge tutta la popolazione attraverso l’adozione di stili di vita sani ma anche l’attento monitoraggio dell’ambiente.

Per la prima volta al mondo un’intera città, attraverso il Comune e la sua Università, viene coinvolta in un progetto per preservare la salute del cuore, e non solo. Partirà da Ferrara, a settembre, il progetto nazionale “Città della prevenzione”, presentato al Congresso dell’European Society of Cardiology, in corso a Roma fino al 31 agosto.

La scelta di Ferrara
«Tutti parlano di prevenzione ma i più non la praticano – esordisce il promotore dell’iniziativa, Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president dell’European Society of Cardiology –. Di fronte a una vera e propria epidemia di malattie cardiovascolari e oncologiche occorre cambiare stili di vita, passando dalle parole ai fatti. Per cominciare, abbiamo scelto Ferrara perché presenta le giuste dimensioni coi suoi 130 mila abitanti, ha un’Università prestigiosa con un centro di Ateneo per la “prevenzione della salute sociale, medica e ambientale”, e poi è la città delle biciclette, oltre ad essere un’importante produttrice di frutta, verdura e pesce azzurro ricco di omega3 (gli acidi grassi che fanno bene al cuore ndr). Ci auguriamo, però, – sottolinea Ferrari – che l’iniziativa possa essere esportata in altri Comuni».

Città cablata
Il progetto, che durerà sei anni, coinvolge Comune, istituzioni cittadine, Asl, medici, scuole e tutte le facoltà dell’Ateneo, da ingegneria ad architettura, da fisica a matematica e chimica. La città verrà cablata per raggiungere l’intera popolazione con diverse attività: dalla misurazione del rischio cardiovascolare e oncologico, ai corsi tenuti da cardiologi e oncologi nelle scuole sui rischi del fumo, della scorretta alimentazione, della sedentarietà e dell’abuso di alcol, e anche sul ruolo delle vaccinazioni; dalle “camminate per il cuore” all’app della salute, realizzata con informazioni, giochi, consigli, ricette e schede sul movimento per età. Ma la prevenzione non si fa solo correggendo gli stili di vita. Ci sarà anche un attento monitoraggio dell’ambiente, della purezza dell’aria e dell’acqua, oltre alla promozione di abitazioni funzionali alla salute.

Consigli per il cuore
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che è possibile prevenire l’85% delle malattie cardiovascolari puntando sulla prevenzione e modificando gli stili di vita. Ma, sottolinea il presidente della Società Italiana di Cardiologia, Francesco Romeo, direttore della cattedra di Cardiologia all’Università Tor Vergata di Roma: «S’investe ancora troppo poco in prevenzione: in Europa rappresenta solo il 3% della spesa sanitaria e in Italia ancora meno». Gli esperti ricordano alcune regole fondamentali per proteggere il cuore: tenere sotto controllo glicemia, colesterolo e pressione arteriosa, non fumare, ridurre il peso se si è obesi o in sovrappeso, limitare il consumo di bevande alcoliche, ridurre il consumo di sale, svolgere una regolare attività fisica, mangiare più frutta e verdura e meno grassi di origine animale. Raccomandazioni scontate ma ancora poco seguite nella pratica.

E per combattere il cancro
Eppure, corretti stili di vita sono fondamentali non solo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari ma anche di quelle oncologiche. Per questo, al progetto “Città della prevenzione” partecipa anche la Fondazione “Insieme contro il cancro”. «Stili di vita sani consentono di ridurre il 40% dei tumori – sottolinea il presidente, l’oncologo Francesco Cognetti – . Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più noto ma anche la sedentarietà, la non corretta alimentazione e l’abuso di alcol svolgono un ruolo importante nelle neoplasie e nelle malattie cardiovascolari. I fattori di rischio legati ad abitudini di vita si possono modificare, ma ancora oggi – ricorda il presidente di “Insieme contro il cancro” – la stessa copertura degli screening per la prevenzione dei tumori è variegata a livello nazionale, raggiungendo punte di eccellenza al Nord e cifre catastrofiche al Sud e in alcune Regioni del Centro».

Corriere.it